"SECOND NATURE, Environmental Enrichment for Captive Animals" in pillole. [Part.2]

Verso la cura ottimale degli ungulati in cattività

    Spesso l'approccio alla gestione degli animali in cattività ha perpetuato, senza alcuna ricerca per il miglioramento, metodi che miravano al fatto che la sopravvivenza dell'animale durasse abbastanza a lungo in modo tale che la sua morte non fosse d'imbarazzo per il direttore. Quando le condizioni permettono all'animale di sopravvivere, c'è la tendenza a sostenere il fatto che quelle condizioni non solo sono soddisfacenti, ma addirittura che sono la norma per una buona gestione. Tale approccio alla gestione automaticamente focalizza l'attenzione sulle performance degli animali in condizioni di cattività e lontano dalla considerazione del fatto che le specie si sono evolute per tollerare le condizioni di un ambiente selvaggio.

    Oltre a questo, Brambell, nel 1973, ha teorizzato come obiettivo di gestione che fornire un ambiente in cui l'animale, se potesse conoscerlo, non dovrebbe riconoscerlo come se fosse in cattività. Per raggiungere questo obiettivo e creare un'appropriata trasposizione funzionale dell'habitat selvaggio, è necessaria una vasta conoscenza degli adattamenti evolutivi di quella specie verso il suo ambiente.

Variabili fisiche

    Gli animali si sono evoluti in risposta alla pressione selettiva imposta dalle numerose variabili abiotiche.

Lo spazio geografico

    Lo spazio geografico è importante perché le sue implicazioni sono frequentemente ignorate. Per esempio, il motivo per cui molti dei repertori comportamentali di specie che vivono in zone temperate sono regolati dal sistema endocrino a sua volta stimolato da variazioni circadiane e annuali della qualità e dell'intensità luminosa e dai periodi giornalieri di esposizione a tali cicli luminosi potrebbe essere essenziale per il successo riproduttivo. Inoltre, l'abilità di un animale di termoregolarsi facilmente in una zona di comfort dovrebbe essere un aspetto fondamentale da curare.

Variabili occupazionali

Ciclo di attività

    Anche la considerazione del ciclo di attività di una specie ha importanti implicazioni per una cura ottimale. Come risultato dell'interazione delle loro strategie antipredatorie, di alimentazione e di termoregolazione molti ungulati sono crepuscolari o policiclici nei loro repertori di attività.

    Con un'appropriata alimentazione, queste abitudini permetterebbero un più normale schema di attività e potrebbe anche ridurre l'incidenza di stereotipi comportamentali associati al confinamento, alla restrizione sociale e alle tempistiche di alimentazione programmata.

Uso dell'habitat

    L'uso dell'habitat è intrinsecamente legato alla strategia di alimentazione. Gli erbivori tendono a sfruttare habitat relativamente ampi, mentre i cercatori sono consueti trovarsi in ambienti più boscosi, dove, a seconda della stazza, sfruttano le risorse tra lo strato erbaceo e le cime degli alberi. I cercatori possono anche avere dei tipi di locomozione specializzata per facilitare la fuga rapida su terreni accidentati o con fitta vegetazione.

    Nella progettazione delle esposizioni per grandi ungulati è obbligatorio fornire l'accesso per camion, gru e altri mezzi pesanti necessari per installare e sostituire gli elementi espositivi più ingombranti. La superficie, il terreno e il substrato sono considerazioni aggiuntive nella progettazione e nel mantenimento dell'habitat che stimoleranno comportamenti tipici di specie. Fornire substrati appropriati e vari può eliminare la necessità di una regolare cura dello zoccolo.

    E ancora, un sistema di piano inclinato e rifugi aperti ai lati possono essere incorporati nel design dell'esposizione in modo che la necessità di strutture di ricovero interne sia ridotta al minimo.

Variabili di alimentazione

Strategia di alimentazione

    L'ecologia dell'alimentazione influenza potenzialmente ogni aspetto dell'intera storia della vita di un animale, non solo per la sua dieta: la gamma degli schemi, le attività a disposizione e l'organizzazione sociale, per esempio (Jarman, 1974). Gli erbivori, che si sono adattati a sfruttare foraggio di bassa qualità rispetto ai cercatori della stessa taglia, di conseguenza spendono molto tempo per alimentarsi (Eisenberg, 1981). Essi si trovano spesso in branchi seminomadi (talora di notevoli dimensioni), mentre i cercatori tendono ad essere territoriali e vivono in gruppi più piccoli.

     Le implicazioni di ciò per una gestione ottimale sono che gli animali che coprono vaste zone in natura sono inclini a soffrire di dissociazione dell'appetito e dei comportamenti di consumazione del cibo che possono verificarsi con protocolli di alimentazione arbitrari. I risultati di ciò sono spesso dei comportamenti appetitivi “superstiziosi” e aggiuntivi, in forma di schemi stereotipati di ingestione o locomozione. Un'adeguata distribuzione ed una continua disponibilità di cibo può prevenire lo sviluppo di questi problemi. Inoltre sembra chiaro che non ci sia una singola eziologia o funzione dei comportamenti stereotipati, sono stati indotti dalla somministrazione di stimolanti e ridotti dalla somministrazione di narcotici antagonisti.

    Il livello dei processi cognitivi coinvolti nella ricerca del cibo degli ungulati è spesso sottostimato. Consideriamo l'obiettivo: da un'enorme varietà di materiale vegetale, gli ungulati non devono solo selezionare la specie più appropriata da mangiare, ma soprattutto anche selezionare quelle parti della pianta che sono più nutrienti, mentre evitare quelle che contengono alte concentrazioni di tossine. La vista, l'odore e il tatto tutti insieme giocano dei ruoli nei processi di apprendimento per selezionare la dieta appropriata e poi nell'applicazione di questa conoscenza nel tempo.

    Le osservazioni di ungulati in cattività nutriti solo con cibi trattati, fieno incontaminato e frutta e verdura fresca non possono documentare l'intera gamma delle loro abilità. Anche uno sguardo superficiale all'alimentazione in condizioni di campo è fuorviante, ma una stretta osservazione di un ungulato che mangia rivela rapidamente che è coinvolto un ben più sofisticato processo di ispezione, di selezione o di rifiuto. Pertanto, le pratiche di somministrazione del cibo possono limitare la quantità di repertorio comportamentale delle specie. In più, gli intensi sforzi da parte di molti giardini zoologici per evitare l'esposizione a piante tossiche possono essere eccessivamente prudenti.

Dieta

    Gli ungulati sono strettamente erbivori e questo comporta vantaggi e svantaggi. È vantaggioso il fatto che queste specie possono mantenersi con una piccola varietà di vegetali, frutta ed erbe; è svantaggioso il fatto che molti gestori devono spesso guardare alle specie-specifiche variazioni nella qualità della dieta, nella forma e nell'accessibilità.

    Innanzitutto, gli alimenti forniti tendono ad avere un contenuto di proteina troppo alto e di fibra troppo basso. Poi, la tendenza ad usare alimenti concentrati necessita una riduzione della frequenza di somministrazione dei pasti: insieme, questi fattori possono contribuire a problemi di salute come coliche tanto quanto problemi psicologici che sono quelli precedentemente menzionati.

 

Brani tratti e tradotti da SECOND NATURE, Environmental Enrichment for Captive Animals - Shepherdson, Mellen and Hutchins - Smithsonian Books, 1998

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